SEGNALAZIONI

  • Maurizio Apicella, Immagini e memoria. Costa d’Amalfi 1852-1962/ Capturing Light. Amalfi Coast Photography from 1852 to 1962, con presentazioni di Mario De Simoni, James Kerr, W. Bruce Lundberg, Ruggero Pini, Enrico Sturani, Costa d’Amalfi edizioni, Amalfi 2012

Utilizzando la ben nota distinzione fra fotografi professionisti e irregolari, si potrebbe omologamente distinguere anche nella storiografia della fotografia in Italia - ancora tutto sommato non tanto lunga - tra storici e irregolari (ovvero appassionati conoscitori-collezionisti).                                                                                                         I contributi storiografici di questi ultimi, tra i quali si potrebbe riconoscere il ruolo di capofila a Piero Becchetti, sono stati e sono numerosi, spesso dispari per impegno o per portata, ma comunque non trascurabili in un bilancio storiografico generale e spesso preziosi in casi specifici. Non di rado mancano di rigore scientifico o semplicemente di coerenza interna e tuttavia apportano dati e valutazioni utili.          Ne è conferma questo volume, dovuto al lungo e appassionato impegno di Maurizio Apicella.                                                                                                      L’autore ripercorre le tappe principali della storia della fotografia topografica e di costume della costa di Amalfi tra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento, partendo dai contributi dei fotografi francesi  in viaggio in Italia o operanti in Italia, e in particolare - facendo seguito a suoi precedenti studi – quelli dei calotipisti francesi Jeuffrain, Le Dien, De Beaucorps, dei quali riproduce alcune importanti immagini  (figg. 2-7, 9-10), fra cui l’interessante Marina di Jeuffrain (purtroppo riprodotta tagliata senza darne conto, fig. 4) ripresa con un obiettivo a lunga focale e che meriterebbe da sola un’analisi dettagliata. Dedica poi un paragrafo alla fotografia stereoscopica. Si sofferma quindi in particolare sui contributi di Sommer e di Rive, riguardo ai quali peraltro ricalca valutazioni e considerazioni critiche già sviluppate nella più  specifica storiografia recente.                                                                                                  Per taluni aspetti più originale è la parte del testo dedicata alla cartolina postale che giustamente l’autore considera elemento non trascurabile della storia della fotografia. In particolare sono interessanti le dimostrazioni di utilizzazione di fotografie di Sommer e di Brogi da parte di più editori di cartoline postali.                                       Contributo rilevante è la ricchezza della documentrazione iconografica, che propone 79 illustrazioni nel testo e negli apparati e 280 tavole fuori testo, e dalla quale sarà indispensabile partire – insieme a quella del volume  La costa delle sirene: tra Vietri e Ravello, Amalfi e Positano, 1850-1950, a cura di Vincenzo Proto, Napoli 1992, 20072 - per ogni ulteriore studio. Interessanti in particolare le immagini di Luigi Cicalese.                                                                                                              Il bilancio delle conoscenze storiografiche sull’argomento è indubbiamlente utile al pubblico più vasto ma proprio la notevole ricchezza del repertorio iconografico avrebbe potuto consentire all’autore di offrire un contributo più pregnante e specifico sviluppando indagini puntuali su raggruppamenti tipologici di vedute dei luoghi di Amalfi e della costa affermatesi diacronicamente come topoi, contraddistinte da identità o analogia di  punto di vista, inquadratura e organizzazione del campo visivo. Corredano i testi due apparati: le Schede biobibliografiche e l’Indice degli editori di cartoline della Costa di Amalfi. Soprattutto quest’ultimo è un contributo utile e nuovo, nel quale peraltro sarebbe stato importante distinguere alcuni fotografi (per esempio Piumelli o Samaritani).                                                                                                  Dispiace constatare una non impeccabile cura editoriale e redazionale (numerosi refusi, imprecisioni nella redazione di voci bibliografiche, ripetizioni, generiche indicazioni delle dimensioni delle stampe e assenza di indicazioni della tecnica di stampa), che certamente potrà essere corretta in una nuova edizione. Non impeccabili risultano anche le traduzioni dall’italiano in inglese e viceversa. E' auspicabile che Apicella possa presto rendere agibile il sito web dedicato alle immagini della costa amalfitana e continui a produrre contributi specifici sull’argomento.

 

 

 

 



 
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